Claudio Sardo
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Claudio Sardo nasce il 21 luglio 1951 a Borgo San Giuseppe, frazione di Cuneo, da padre ferroviere e madre casalinga e sarta. I due fratelli maggiori, Mariangela e Gianluigi, sono molto più grandi di lui così il piccolo Claudio cresce quasi come un figlio unico.

La sua personalità riservata e poco socievole durante gli anni dell’istruzione inferiore lo spinge a rifugiarsi nell’arte.

Terminate le scuole dell’obbligo, si iscrive all’Istituto tecnico per Geometri rimpiangendo però di non aver scelto gli studi artistici a causa dei contrasti con la madre. Conseguito il diploma e in attesa di svolgere il servizio militare, il giovane Sardo aiuta la famiglia con lavori saltuari e scrive poesie nei ritagli di tempo come sfogo della sua rabbia nei confronti del mondo.

Nella fine dell’aprile 1972 fine viene arruolato presso il 60° Rgt Calabria (CAR) a Trapani, dove incontra il maresciallo De Nobili, pittore figurativo, che gli darà essenziali strumenti per il suo futuro percorso pittorico.

Dopo il servizio militare, e in seguito ad un breve periodo di riflessione, Sardo inizia la sua vita lavorativa nel campo della ragioneria, senza tuttavia abbandonare la pittura: con l’insegnamento del Maestro De Nobili, infatti, per alcuni anni si dedica al disegno con carboncino e sanguigna, per poi volgere la sua attenzione interamente alla pittura ad olio con diversi materiali.

Il 1977 è un anno cruciale nella vita di Claudio Sardo: si svolge la sua prima mostra collettiva, alla quale seguiranno altre personali e non.

Nonostante il successo ottenuto, la sua vita rimane fondata sulla semplicità e l’arte continua ad avere un ruolo centrale, tanto da muovere i suoi interessi verso la pittura di ricerca e sperimentale, anche grazie ad una serie di lavori di contabilità, alcuni anche di lungo periodo (Cuneoleasing – ora Locat spa, dove ha lavorato dal 1979 al 1993), che gli permettono di vivere serenamente e coltivare la sua grande passione.

Tra il febbraio 1997 e il luglio 1998 muoiono i suoi genitori, con cui aveva un rapporto ideale e dalla perdita dei quali prenderà il sopravvento la sua indole solitaria, intervallata dalla presenza degli amici Franco Varengo, Dario Paleni, Beppe e Clelia Vassallo, Marco Gas, della famiglia e dell’amico a quattro zampe Tex, un meticcio adottato in seguito alla perdita di Tani, esemplare femmina di pastore tedesco morto subito dopo i genitori.